mercoledì 22 giugno 2011

MINISTRO GELMINI CI PERMETTA DUE DOMANDE


Oggi si è svolta in tutta Italia la prima prova degli esami di maturità. Vorremmo poter parlare delle tracce dei temi, dell'ansia prima di entrare a scuola, o della nottata passata sui libri ma purtroppo siamo costretti a denunciare, in un momento di cosi forte attenzione mediatica, la situazione disastrosa della scuola pubblica italiana.


Vogliamo in particolar modo cogliere l'occasione per fare alcune domande al Ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini.


Tante sono state le dichiarazioni del ministro durante l'anno, tanti i proclami, quello che noi vediamo però sono semplicemente le macerie delle nostre scuole.

E' per questo che abbiamo deciso di scrivere una lettera al Ministro, che in questo ultimo anno ha consultato le associazioni studentesche soltanto una volta a riforma già fatta.

Vogliamo chiedere alla Gelmini, che parla continuamente della scuola del rigore, del merito e della qualità:

1.
Nel 2008 a Rivoli in provincia di Torino Vito Scafidi muore sotto le macerie di una scuola, ancora.

Nel 2009 a Nuoro crolla un solaio in una scuola elementare facendo decine di feriti, ancora.

Ministro da anni lei parla di un’anagrafe dell’edilizia, e nonostante gli enti locali abbiano fornito i dati, non ce n’è traccia.

Le chiediamo perché non viene pubblicata?

Da anni millanta finanziamenti, perché non esistono in nessuna finanziaria?

Come pensa di risolvere questa situazione continuando ad operare solo tagli?


2.
Lei parla della scuola del rigore, ha inasprito le regole sul voto di condotta, sulle insufficienze, addirittura sulle assenze, per avere una scuola “meritocratica”.


Ci hanno insegnato che merito vuol dire premiare chi arriva per primo partendo dalle stesse possibilità, perché invece nella scuola italiana chi rimane in dietro è abbandonato a se stesso?


Le scuole non possono svolgere i corsi di recupero perché non ci sono i soldi, i costi a carico di studenti e famiglie aumentano continuamente (libri, contributi “volontari”, corsi di recupero, attività extracurriculari ecc…).


Vorremmo chiederle, come fanno gli studenti che non hanno le possibilità economiche a frequentare ed andare avanti in questo modello di scuola che Lei ha creato?

Aspettiamo delle risposte dal Ministro.

Segue la lettera al Ministro Gelmini,

Caro Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini,

in questi giorni si svolgeranno in tutta Italia gli Esami di Stato e lei come ogni anno, ringrazia e incoraggia gli studenti a fare del proprio meglio.


Nel frattempo si dimentica di aver lasciato a noi studenti e a tutto il Paese le macerie della scuola pubblica Italiana e le condizioni in cui gli studenti sono stati costretti a studiare per tutti questi anni.


Abbiamo deciso di scriverle perché siamo stanchi di essere presi in giro. Ci sembra inaccettabile che lei non abbia mai voluto confrontarsi seriamente con gli studenti ed ora alla fine dell'anno, ci venga a spiegare quanto siamo stati bravi o cattivi durante l'anno.


Per questo motivo abbiamo deciso di chiederle dirispondere del suo operato e in particolar modo proprio dei suoi cavalli di battaglia che tanto continua a sbandierare, cioè qualità, merito e rigore.

Esiste qualità se le scuole ci crollano in testa?

Non possiamo crederle quando ci racconta di una scuola italiana sempre più di qualità, vedendo lo stato dell'edilizia scolastica italiana. Il 60 % delle scuole è stato costruito più di trent'anni fa, molte scuole sono allestite dentro ad edifici storici, altre in condomini affittati ai privati.


Come si può pretendere che gli studenti imparino l'italiano, la matematica o l'inglese, se le strutture sono ricavate dove capita e non c'è un piano di finanziamenti per adeguare l'edilizia alle materie che vengono insegnate.


La legge 23 del 1996 prevedeva che fosse istituita un' anagrafe dell'edilizia scolastica italiana in modo da avere un rapporto dettagliato su qual è lo stato dell'arte e programmare gli interventi.


Sappiamo che da tempo gli enti locali le hanno consegnato i dati sulla condizione delle scuole città per città, ma nonostante le nostre notevoli sollecitazioni, dell'anagrafe non vi è traccia.


Ci chiediamo per quale motivo non è ancora stata pubblicata?


Quando e con quali risorse il Ministero avrà intenzione di risolvere una situazione che è disastrosa da decenni e che si è dimostrata estremamente pericolosa per chi la scuola la vive ogni giorno, come dimostrano i casi di Rivoli nel 2008 e di Nuoro del 2009?

Se non ci possiamo permettere di andare a scuola, esiste il merito?

Parlando di merito lei ci racconta da ormai tre anni la favola che ogni studente raggiungendo una valutazione alta e impegnandosi potrà andare avanti.


La verità è che le sue politiche, oltre a rivelarsi fallimentari, sono contrarie alle sue stesse dichiarazioni.


Infatti in Italia grazie a lei, solo chi ha i soldi ed è di “buona famiglia” può andare avanti nel percorso di studi, visto i costi sempre più alti che le famiglie devono sostenere per andare a scuola.


Durante l'estate dovrebbero attivarsi per legge i corsi di recupero gratuiti, invece molti istituti sono costretti a farli pagare con cifre molto alte o a non organizzarli proprio per mancanza di fondi.


Per non parlare del “contributo volontario” che ormai di volontario non ha proprio niente, visto che le famiglie a settembre sono obbligate a pagare cifre sempre più alte, per iscrivere i figli a scuola.


Ci chiediamo quando lei, signor Ministro darà la possibilità a tutti di diventare meritevoli, sviluppando le proprie capacità individuali e permettendo a tutti una parità di condizioni di partenza senza svantaggiare chi nasce in una famiglia più povera?

A cosa serve il rigore senza la libertà di espressione e di pensiero?

Il suo provvedimento sul limite di assenze ha l’unico effetto di tappare la bocca a chi in questi mesi ha contestato le sue politiche e il suo operato.Punire chi protesta bocciandolo è un modo meschino e tirannico che dimostra semplicemente quanto poco rispetto lei abbia per i valori democratici su cui si fonda la nostra Repubblica.


Inoltre non essendo neanche stata in grado di emanare per tempo le specifiche al provvedimento, ha lasciato le scuole nel caos per gran parte dell'anno e accorgendosi solo all'ultimo minuto della sua inadempienza ha provato a riparare emanando una circolare a Marzo.


Le sue mancanze hanno comportato che gli studenti che hanno difficoltà a raggiungere l'istituto scolastico, che lavorano o che magari hanno problemi famigliari di ogni genere si sono trovati in gravissime difficoltà.


Ora noi le chiediamo se crede che sia realmente funzionale allo Stato Italiano una scuola che con ogni pretesto possibile boccia gli studenti aumentando quindi la dispersione scolastica e creando i presupposti per una futura disoccupazione di gran parte dei giovani del nostro Paese?


REBELDE CAMP LIBERI DI SOGNARE - CAMPEGGIO E CONTEST DELLA RETE DEGLI STUDENTI


-Cos'è?

E' il campeggio studentesco della Rete degli Studenti, centinaia di studenti da tutta Italia si riuniranno per una settimana a Marina di Massa (Toscana) per un evento all'insegna del divertimento; con concerti, dibattiti, workshop, mare sole e tanto altro!

Può essere un'occasione per parlare di scuola con studenti di tutta Italia, per organizzare la mobilitazione studentesca del prossimo anno, per ragionare e proporre idee nuove per cambiare la realtà che viviamo nelle nostre scuole, nelle nostre cittò, nel nostro paese, nel mondo!

E' un modo semplice e divertente per trascorrere una bella vacanza in compagnia di studenti da tutta Italia!


-Periodo

gli arrivi sono previsti per il 23 Luglio pomeriggio, i lavori del campeggio apriranno ufficialmente il 24 Luglio.

Il campeggio si chiuderà il 31 Luglio, con partenza il 1 Agosto.

Naturalmente non è obbligatorio trascorrere in campeggio l'intero periodo (7 giorni), è possibile arrivare e ripartire in tempi diversi fermandosi meno giornate


-Servizi

All'interno del campeggio avremo la gestione di un bar, la gestione della mensa (pranzo e cena). Sarà quindi possibile mangiare e ristorarsi direttamente in campeggio a costi contenuti.

Inoltre all'interno del parco potremmo utilizzare il campo sportivo per organizzare tornei di calcio, calcetto e altro.


-Costo

Il costo per il soggiorno in campeggio è 10 euro a persona per notte, senza costi aggiuntivi.


CONTEST MUSICALE:

In questa settimana di campeggio si svolgerà anche l'ormai storico Rebelde Contest, con band studentesche da tutta Italia. Tre serate di concerti 26 27 e 28 Luglio.

Requisiti per la partecipazione: il 50% dei componenti della band deve avere meno di 21 anni o frequentare al massimo il primo anno di università.


Materiale per la selezione :

una demo con un minimo di due brani scelti con relativi testi da inviare via internet o via posta.

una scheda tecnica con le specifiche dei requisiti strumentali e logistici.

una piccola biografia del gruppo e una foto.

il contatto del gruppo (email) e il numero di un referente.


Per far pervenire il materiale e per inforebeldecontest@gmail.com, o Jacopo Baffigo via el alamein 13, 58100 Grosseto entro il 5 Luglio. I gruppi che passeranno la selezione saranno richiamati entro il 10 Luglio. In palio per il primo classificato un buono da 500 euro per acquistare strumentazione in un negozio di musica e il soggiorno gratis in campeggio. alla seconda band classificata la rete degli studenti medi rimborserà il soggiorno in campeggio.


PER QUALSIASI INFORMAZIONE CONTATTACI: MANDA UNAMAILREBELDECAMP@GMAIL.COM

mercoledì 8 giugno 2011

REFERENDUM


Il 12 e il 13 giugno vogliamo dare un futuro all'Italia.

Non vogliamo affondare nell'arretratezza dell'energia nucleare, dei beni pubblici a diposizione di pochi eletti e della legge non uguale per tutti.


Per le energie rinnvabili e contro il nucleare vota sì.

I recentissimi fatti accaduti alla centrale atomica di Fukushima hanno dimostrato la pericolositàdell'utilizzo dell'energia atomica.

Per questo pretendiamo che il nostro paese abbandoni l'idea scellerata di voler utilizzare il nucleare, ma porti invece avanti una seria politica di investimentisulle energie rinnovabile e sulla protezione dell'ambiente, come stanno facendo i paesi più avanzati dell'Europa e del Mondo.

Per la difesa dell'acqua bene comune vota 2 volte sì.

Crediamo che l'acqua debba rimanere necessariamente un bene pubblico.Ci rifiutiamo di accettare che pochi privilegiati sfruttino le loro influenze sulla politica perricavare guadagno da un bene cosi fondamentale per la sopravvivenza delle persone.

Costringerci a pagare l'acqua è come costringerci a pagare un prezzo per vivere.

Per una vera giustizia vota vota sì.

Vogliamo cancellare ogni traccia del legittimmo impedimento, una legge voluta per evitare iprocessi e la giustizia.

Non possiamo accettare che ci siano cittadini che si credono superiori allalegge e per questo motivo è fondamentale ristabilire una vera democrazia.

Vota sì.

2 volte sì.

Sì.

sabato 7 maggio 2011

L'ITALIA SIAMO NOI!


Anche ieri gli studenti sono accorsi in migliaia in tutte le città del Veneto per sostenere lo sciopero generale indetto dalla CGIL.

Non possiamo stare a guardare un'Italia che non ci rappresenta, dominata dai tagli del governo contro l'istruzione pubblice e i lavoratori, in tutte le città abbiamo dato una rappresentanza significativa per rivendicare che i giovani, gli studenti, hanno deciso da che parte stare.

Dalle scuole superiori alle università anche oggi abbiamo marciato fianco con chi è disoccupato, cassaintegrato, precario, insomma con il paese reale.

L'iItalia siamo noi e non ci faremo dividere da un governo che vuole metterci l'uno contro l'altro.

Abbiamo iniziato l'anno scolastico con le grandi manifestazioni cittadine l'8 ottobre 2010, siamo arrivati a questo 6 maggio con la stessa voglia di cambiare che il passare dei mesi ha solo rafforzato.

Ieri, 6 maggio, abbiamo visto il nostro Veneto pieno di studenti e lavoratori che non piegano la schiena ma incrociano le braccia e alzano la testa.

Rete degli Studenti Veneto

Studenti Per - Udu Padova

Udu Verona

Usu Venezia

sabato 30 aprile 2011

6 MAGGIO: Perchè scendiamo in piazza


Le proteste studentesche e le lotte sociali in questi mesi sono state non solo costanti, ma si sono rafforzate e allargate.

Noi studenti siamo stati il filo conduttore di tutte le proteste che hanno scosso questo Paese, partendo dal nostro disagio, dalla rabbia di veder distrutte le nostre scuole e università, abbiamo proposto e portato avanti un’idea alternativa di Paese, che partisse dalla conoscenza per cambiare basi e presupposti.

In questi mesi siamo stati accanto ai lavoratori e alle lavoratrici, alla società civile, ai movimenti per i beni comuni, per l’acqua pubblica e contro il nucleare, a chi con piazze e mobilitazioni condivideva un’altra idea di Paese, un’altra idea di mondo, di rapporto tra i generi, di risoluzione dei conflitti, di libertà d’informazione, di lavoro, di difesa e attuazione della Costituzione Italiana.

L’8 Ottobre siamo stati a fianco degli studenti medi, il 16 Ottobre della Fiom, il 17 Novembre a fianco di coloro che rivendicano un diritto allo studio mondiale, il 27 Novembre a fianco della CGIL e del lavoro, il 30 Novembre con l'università, il 14 Dicembre siamo stati insieme a coloro per cui il governo era già caduto, il 28 Gennaio con chi lotta per la propria dignità, 13 Febbraio a fianco delle donne, il 12 Marzo a fianco della Costituzione e della Scuola Pubblica, il 9 Aprile a fianco dei precari, il 25 Aprile a fianco dei partigiani di ieri e di oggi, il 1 Maggio a fianco di chi sa cosa voglia dire "lavorare davvero".

Per questo con determinazione vogliamo prendere parte e appoggiare lo sciopero generale indetto dai lavoratori e dalle lavoratrici della CGIL per il 6 maggio.

Il 6 Maggio saremo tutti insieme, fianco a fianco, con tutti. Sarà il giorno in cui tutti questi fili rossi si uniranno per mostrare concretamente dove sta la VERA ITALIA, la nostra Italia.

Ritrovarsi insieme nelle piazze e nella giornata del 6 maggio sarà la migliore risposta ad un governo che vuole solo dividerci.

Ci dividono tra figli di buona famiglia e figli di nessuno, tra studenti e pensionati, ci dividono tra i lavoratori pubblici, i lavoratori metalmeccanici, tra garantiti e precari a vita.

A questa divisione noi rispondiamo unendoci ai lavoratori, ai pensionati, perché crediamo ancora nel lavoro e nell’istruzione come motore sociale e collante per il Paese, perché è il nostro Paese, ed è una Repubblica fondata non sul precariato, ma sul lavoro e sulla sua dignità.

Vogliamo che il 6 maggio sia una giornata per parlare di lavoro, di giovani, di istruzione, di beni comuni, una giornata dove rispecchiarsi e riconoscere che esiste un’altra Italia, responsabile e cosciente dei propri problemi, fiera della propria Costituzione, unita e con la voglia di ridare speranza ai propri cittadini.

L'ITALIA SIAMO NOI!


venerdì 22 aprile 2011

C'E' BISOGNO DI RESISTENZA


Da sempre questo Governo è apparso cieco ai problemi del nostro Paese, del Paese vero, quello esasperato, quello che soffre.

Negli ultimi tempi però ha cominciato a prendersi beffa di noi e lo ha fatto attacando i principi cardine del nostro Paese, la scuola, l'università, la sanità e la giustizia.

Noi studenti, spesso, ci sentiamo impotenti: non veniamo ascolti da coloro che dovrebbero ascoltarci e siamo seriamente preoccupati per la nostra prospettiva di vita: davanti a noi ci appare un futuro malato, che tutela coloro che non dovrebbero essere tutelati, come i mafiosi, gli evasori fiscali, i truffatori e i delinquenti, e che invece taglia letteralmente le gambe ai cittadini non autosufficienti, alle famiglie, ai pensionati, ma soprattutto ai giovani.

Noi studenti da sempre abbiamo tentato di far sentire la nostra voce in qualunque momento e di fronte a qualsiasi evento, che abbia toccato direttamente, o meno, il nostro Paese: dalla guerra in Afghanistan a quella in Libia, dalla Riforma Gelmini, alla 'Giornata della Memoria', dal 25 Aprile ai 150 anni d'Unità d'Italia... insomma, non ci siamo fermati un istante e non intendiamo farlo, perché abbiamo sempre cercato di portare all'attenzione pubblica argomenti importanti.

Non mi vergogno di dire che in questi ultimi anni di Berlusconismo sono stati gli studenti, i lavoratori e la società civile ad adempire al compito di altri e cioè fare in modo che l'informazione su ciò che accade in questo paese non fosse solo quella che possiamo vedere sul tg1 ma quella delle piazze che parlavano dei problemi reali dell'Italia.

Alle nostre proteste però non abbiamo avuto risposta.

Riteniamo scandaloso che il Governo non ascolti i figli e i nipoti di questo Paese e che anzi, li attacchi accusandoli di essere dei facinorosi, pericolosi manifestanti.

Un Governo che non ascolta gli studenti di oggi sicuramente non avrà mai la benché minima intenzione di ascoltare i pareri dei proprio cittadini, dei propri lavoratori, delle proprio famiglie!

Il Presidente dei Ministri, però, pur non interessandosi delle famiglie italiane, ha la sfacciataggine di consigliarle riguardo la scelta della libera scuola e promette alle mamme d’Italia di sottrarre i propri figli da “quegli insegnanti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia”.

Ma Berlusconi non sa che le famiglie vorrebbero essere libere solamente di poter far frequentare ai propri figli una scuola pubblica funzionante, aperta a tutti e di qualità, che invece viene distrutta a mano a mano dalla Riforma Gelmini.

Gli studenti sono stufi: né i continui attacchi del Goveno e né le Riforme potranno continuare a mettere in dicussione la Scuola e l'Università pubblica, che sono alla base della nostra Costituzione e del nostro Paese!

Non ci sono state risposte neanche alla mancanza di lavoro, ai problemi dei cittadini di ogni giorno, a partire dalle difficoltà di andare a fare la spesa ogni giorno, alle cure sanitarie, al fare in modo che un giovane.come una famiglia, come un pensionato possano arrivare alla fine del mese.

Per questo dobbiamo continuare tutti assieme a lottare, perchè, purtroppo per noi, c'è ancora bisogno di Resistenza!

[L'intervento della Rete degli studenti alla manifestazione dello SPI - CGIL Non è un Paese per tutti]