giovedì 3 marzo 2011

LETTERA DEI RAPPRESENTANTI DI ISTITUTO E CONSULTA DEL VENETO IN RISPOSTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Caro Presidente del Consiglio Berlusconi,

forse sarebbe il caso di ridare senso alle parole e di ascoltare il significato diverso che noi studenti conferiamo a quelle parole, lo stesso che dà loro anche la nostra Costituzione.

Libertà:

  • la libertà di poter scegliere partendo tutti dalle medesime possibilità di partenza senza che le condizioni di provenienza possano influire sulla nostra istruzione;
  • la libertà di poterci formare in un ambiente laico, accessibile a tutti, senza discriminazioni che, proprio perché laico, possa dare la possibilità ad ogni individuo di formarsi in totale libertà creandosi il proprio personale percorso.

Questa è la libertà che noi studenti leggiamo negli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione italiana.

Una Costituzione, caro Premier, che non toglie la libertà di scelta a nessuno: anzi, tutela l'individuo nella sua libertà di formarsi liberamente, senza vincoli d'appartenenza o di provenienza; questa è la scuola pubblica che noi difendiamo, una scuola in cui “l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”.

Quella stessa Costituzione che dà anche la possibilità ad enti e privati di istituire scuole ed istituti di educazione senza ulteriori oneri per lo Stato, per chi lo volesse.

Quale scelta migliore dovrebbero avere le famiglie per la crescita dei propri figli?

In un Paese, però, in cui sono ormai troppi anni che non si riforma sul serio, ma si taglia sulla scuola pubblica statale, è sicuramente più semplice tutelare la libertà delle famiglie che si possono permettere di mandare i propri figli nelle scuole private, dimenticandosi così quale sia il ruolo della Repubblica che dovrebbe, invece, rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Se la riformassimo davvero questa scuola pubblica, pensandola come una risorsa che possa far crescere il Nostro Paese, come un bene da tutelare, non come un'azienda che comporta solo dei costi, se la sostenessimo come merita, se non insultassimo di continuo i suoi insegnanti e chi ogni mattina si impegna per farla funzionare, allora la libertà delle famiglie di mandare i propri figli in una Scuola di qualità, che dia loro la possibilità di formarsi liberamente e crearsi un proprio percorso, solo allora tale libertà sarebbe realizzata.

Noi non vogliamo una scuola che “inculchi i valori dei genitori”, non è questo il suo compito né deve esserlo. La scuola che vogliamo è una scuola che ci dia i mezzi per costruire i nostri valori e che lo faccia con il giusto sostegno e con metodi corretti, che ci educhi nel modo migliore ad affrontare le sfide presenti e future.

Questa, Presidente, è la scuola che vogliamo e che ogni giorno, insieme ai nostri insegnanti, proviamo a realizzare, pur con mille difficoltà. Questa è la scuola che vogliamo difendere.

Sofia Caenazzo

Rappresentante di Istituto - Liceo Artistico Modiglioni (Padova)

Diego Montenegro

Rappresentante di Istituto - Liceo Artistico Modiglioni (Padova)

Andrea Riva

Rappresentante di Istituto - Liceo Artistico Modiglioni (Padova)

Francesco Frison

Rappresentante di Consulta – Liceo Artistico Modigliani (Padova)

Giuseppe Cesaro

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Curiel (Padova)

Jacopo Marchesin

Rappresentante di Consulta – Liceo Scientifico Curiel (Padova)

Margherita Colonnello

Rappresentante di Istituto – Liceo Classico Tito Livio (Padova)

Pietro Bean

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Cornaro (Padova)

Tommy Ruzzante

Rappresentante di Istituto – Liceo Duca d’Aosta (Padova)

Sandu Floreotiu

Rappresentante di Istituto - I.T.G. Belzoni (Padova)

Raz Estacado

Rappresentante di Istituto - I.T.A.S. Scalcerle (Padova)

Luca Bernardini

Rappresentante di Istituto – I.I.S. Cattaneo (Monselice – PD)

Matteo Banzato

Rappresentante di Istituto – I.I.S. Mattei (Conselve – PD)

Francesca Breda

Rappresentante di Istituto – I.I.S. Mattei (Conselve – PD)

Matteo Franceschi

Rappresentante di Istituto – I.I.S. Newton (Camposampiero – PD)

Alessandro Bertoncello

Rappresentante di Consulta – I.I.S. Newton (Camposampiero – PD)

Carlo Alberto Pietrobon

Rappresentante di Istituto - Liceo Tito Lucrezio Caro (Cittadella - PD)

Alessandro Frena

Rappresentante di Istituto – I.I.S Follador (Agordo – BL)

Elisa De Paris

Rappresentante di Istituto - I.I.S Follador (Agordo – BL)

Tara Riva Enayati

Rappresentante di Istituto - I.I.S Follador (Agordo – BL)

Alessandro Sorio

Rappresentante di Consulta – I.P.S. Fermi (Verona)

Michela Ceraico

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Galilei (Verona)

Anna Azzalin

Rappresentante di Istituto – Liceo Classico Celio-Roccati (Rovigo)

Giacomo Bez

Vicepresidente della Consulta Provinciale Studentesca di Vicenza

David Morpurgo

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Lioy (Vicenza)

Valentina Mazzoni

Rappresentante di Istituto – Liceo Artistico Martini (Vicenza)

Carmine Roberto

Rappresentante di Istituto - I.T.I.S. Rossi (Vicenza)

Giacomo Giuliari

Rappresentante di Istituto - Liceo Scientifico Quadri (Vicenza)

Filippo Sartori

Rappresentante di Consulta - Liceo Scientifico Quadri (Vicenza)

Doris Zijalic

Rappresentante di Consulta – I.T.A.S. Boscardin (Vicenza)

Francesco Casarotto

Rappresentante di Consulta – Liceo Classico Pigafetta (Vicenza)

Karim Mars

Rappresentante di Consulta – I.T.C. Fusinieri (Vicenza)

Antonio De Luca

Rappresentante di Istituto – I.P.S.I.A. Giorgi (Treviso)

Vincenzo Schiano di Cola

Rappresentante di Istituto – I.P.S.I.A. Giorgi (Treviso)

Marco Scordo

Rappresentante di Istituto – I.P.S.I.A. Giorgi (Treviso)

Silvia Trevisani

Rappresentante di Istituto – Liceo Classico Canova (Treviso)

Luca Renucci

Rappresentante di Istituto – Liceo Classico Canova (Treviso)

Francesco Mazzer

Rappresentante di Istituto – I.T.C. Riccati (Treviso)

Nicolò Vettori

Rappresentante di Istituto – I.T.C. Riccati (Treviso)

Giacomo Catarin

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Da Vinci (Treviso)

Philipp Tiozzo

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Da Vinci (Treviso)

Matteo Sovilla

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Da Vinci (Treviso)

Francesco Prencipe

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Da Vinci (Treviso)

Divà Beltramin

Rappresentante di Consulta – Liceo Scientifico Da Vinci (Treviso)

Gabriella Caamano

Rappresentante di Istituto – I.S.I.S.S. Besta (Treviso)

Gloria Pignata

Rappresentante di Consulta – I.S.I.S.S. Besta (Treviso)

Lorenzo Fantin

Rappresentante di Istituto – I.T.I.S. Barsanti (Castelfranco Veneto – TV)

Amine El Amraoui

Rappresentante di Istituto – I.T.I.S. Barsanti (Castelfranco Veneto – TV)

Matteo Bianchin

Rappresentante di Istituto – Liceo Levi (Montebelluna – TV)

Alessandro Gregnanin

Rappresentante di Istituto - I.I.S. Marco Polo (Venezia)

Giovanni Costa

Rappresentante di Istituto - I.I.S. Marco Polo (Venezia)

Nadir Zitti

Rappresentante di Istituto - ISTITUTO Barbarigo-Sarpi (Venezia)

Silvia Battain

Rappresentante di Istituto - ISTITUTO Barbarigo-Sarpi (Venezia)

Samuele Vedovatao

Rappresentante di Istituto - ISTITUTO Barbarigo-Sarpi (Venezia)

Luigi Basso

Rappresentante di Istituto – Liceo Tommaseo (Venezia)

Giovanni Bortolami

Rappresentante di Consulta – Liceo Scientifico Benedetti (Venezia)

Gabriele Marcassa

Rappresentante di Consulta – Liceo Scientifico Benedetti (Venezia)

Andrea Polato

Rappresentante di Istituto - Liceo Scientifico Benedetti (Venezia)

Nicola Eddy

Rappresentante di Istituto - Liceo Scientifico Benedetti (Venezia)

Tommaso Sartori

Rappresentante di Istituto - Liceo Scientifico Benedetti (Venezia)

Leopoldo Camali

Rappresentante di Istituto - Liceo Scientifico Benedetti (Venezia)

Marco Giulio Giatti

Rappresentante di Istituto - Liceo Classico Foscarini (Venezia)

Vera Linder

Rappresentante di Istituto - Liceo Classico Foscarini (Venezia)

Lorenzo Varponi

Rappresentante di Istituto - Liceo Classico Foscarini (Venezia)

Sofia Dabalà

Rappresentante di Consulta - Liceo Classico Foscarini (Venezia)

Beatrice Pozzi

Rappresentante di Consulta - Liceo Classico Foscarini (Venezia)

Leonardo Nadali

Presidente della Consulta Provinciale Studentesca di Venezia

Alice Marceca

Rappresentante di Consulta – Liceo Scientifico Morin (Venezia)

Anna Manfrin

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Morin (Venezia)

Tommaso Parigi

Rappresentante di Istituto – Liceo Scientifico Morin (Venezia)

Gabriele Da Ronche

Rappresentante di Consulta – I.T.I.S. Zuccante (Venezia)

Nicola Campagnol

Rappresentante di Consulta – I.T.I.S. Zuccante (Venezia)

Alvise Rossi

Rappresentante di Istituto - I.T.I.S. Zuccante (Venezia)

Enrico Fuzzi

Rappresentante di Istituto - Liceo Classico Franchetti (Venezia)

Francesco Zamendo

Rappresentante di Istituto - Liceo Classico Franchetti (Venezia)

Enrico Silvestri

Rappresentante di Istituto - Liceo Classico Franchetti (Venezia)

Pietro Bolzan

Rappresentante di Consulta - Liceo Classico Franchetti (Venezia)

Giovanni Nordio

Rappresentante di Consulta - Liceo Classico Franchetti (Venezia)

Marta Traverso

Rappresentante di Istituto - Liceo Majorana-Corner (Mirano – VE)

Anna Marotta

Rappresentante di Istituto - Liceo Majorana-Corner (Mirano – VE)

Nicola Agnoletto

Rappresentante di Consulta - Liceo Majorana-Corner (Mirano – VE)

Maria Poli Semenzato

Rappresentante di Consulta - Liceo Majorana-Corner (Mirano – VE)

Marco Cazzin

Rappresentante di Istituto – I.T.I.S. Primo Levi (Mirano – VE)

Giovanni Pieretti

Rappresentante di Istituto – I.T.I.S. Primo Levi (Mirano – VE)

Elisa Marzaro

Rappresentante di Consulta - I.T.I.S. Primo Levi (Mirano – VE)

Silvia Casarin

Rappresentante di Consulta - I.T.S. 8 Marzo (Mirano - VE)

Chezia Camozzi

Rappresentante di Consulta - I.T.S. 8 Marzo (Mirano - VE)

Giulia Volpato

Rappresentante di Istituto - I.I.S. Ponti-Lorenz (Mirano – VE)

Sara Pizzati

Rappresentante di Consulta - Liceo Scientifico G.Galilei (Dolo-VE)

venerdì 18 febbraio 2011

26 Febbraio: MANIFESTAZIONE REGIONALE



TAGLI, TAGLI E ANCORA TAGLI!


Questo è il bilancio regionale che la giunta Zaia sta promuovendo per tutto il Veneto, i numeri parlano chiaro:

SICUREZZA ED ORDINE PUBBLICO -92%
SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO E DELLE PICCOLE MEDIE IMPRESE -62,20%
EDILIZIA SPECIALE PUBBLICA -86,33%
CULTURA -62,57%
ISTRUZIONE E FORMAZIONE -12,18%
SPORT E TEMPO LIBERO -87,48%


Per quanto riguarda l'istruzione:

ISTRUZIONE E FORMAZIONE -12,2%
INTERVENTI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO -14,1%
INTERVENTI INFRASTRUTTURALI PER L'ISTRUZIONE -100,0%
CONTRIBUTI IN ANNUALITA' PER L'EDILIZIA SCOLASTICA 0,0%
FORMAZIONE PROFESSIONALE -3,2%
POTENZIAMENTO STRUTTURE FORMATIVE -99,3%


Questo è il Veneto che vogliamo? NO!

ZAIA HA CANCELLATO i fondi per la RISTRUTTURAZIONE DEGLI EDIFICI SCOLASTICI che avrebbero dovuto rappresentare una priorità (-29,4 milioni di euro), ha RIDOTTO del 14,1% il fondo per il DIRITTO ALLO STUDIO.

Se a questo aggiungiamo i tagli contenuti nella finanziaria del governo sul fondo statale per le borse di studio per gli studenti universitari meno abbienti (-90%), abbiamo un quadro terribilmente chiaro della natura davvero di classe che rischia di assumere il sistema scolastico e universitario nel nostro Paese.

Grazie ai tagli decisi dal governo (quasi 400 milioni di euro in meno per il Veneto), la Regione si appresta ad approvare un Bilancio di previsione che taglia con l'accetta e senza alcuna idea di programmazione e di individuazione di priorità, praticamente tutti i capitoli di spesa.

Zaia è l'unico Presidente di Regione a dichiararsi d'accordo con i tagli decisi dal governo, mentre tutte le altre regioni (sia quelle governate dal centro destra, sia quelle di centro sinistra) avevano denunciato i rischi concreti di ricadute devastanti in termini di tagli ai servizi (sanità, assistenza sociale, trasporto pubblico locale, ma non solo) e un aumento delle tasse.

Più costi e meno servizi, meno posti di lavoro, meno risorse.

Il 26 febbraio saremo in piazza con i lavoratori per denunciare questa manovra vergognosa, per dire a
Zaia & co. PREDONI A SCUOLA NOSTRA!

venerdì 28 gennaio 2011

OGGI NOI STUDENTI IN PIAZZA CON I LAVORATORI - IL NOSTRO FUTURO NON E' RICATTABILE!


Grandissima partecipazione studentesca oggi alla manifestazione della FIOM-CGIL a Padova.

Centinaia di ragazze e ragazzi, studenti e studentesse di tutte le province del Veneto si sono ritrovati ancora una volta a fianco dei lavoratori in un corteo bello, colorato e partecipato.

Abbiamo detto forte e chiaro che lavoratori e studenti sono oggi vittime dello stesso ricatto che impone per non perdere il lavoro o per riuscire ad averne uno precario, di rinunciare ai propri diritti e alla propria dignità.

Per la Rete degli Studenti Medi Veneto dal palco è intervenuto Luca Trescato, dell'esecutivo regionale: "Abbiamo deciso di condividere una piazza con i lavoratori, alla faccia di chi ci vuole dividere bollandoci come fannulloni e bamboccioni da una parte e assenteisti e improduttivi dall'altra.

Dal lavoro alla scuola ci dicono che non ci sono i soldi per far nulla e poi aumentano le spese militari di decine di miliardi per comprare cacciabombardieri.

Fanno passare come modernità l'eliminazione dei diritti e il peggioramento delle condizioni di lavoro.

Da questa piazza, a testa alta, vogliamo dire che stiamo dalla parte giusta, noi stiamo con i lavoratori, noi stiamo con i diritti, noi stiamo con chi li difende, perchè il nostro futuro non è ricattabile!"

mercoledì 19 gennaio 2011

IL 28 GENNAIO GLI STUDENTI IN PIAZZA CON I LAVORATORI. IL NOSTRO FUTURO NON E’ RICATTABILE


Con l’approvazione della legge Gelmini il governo conclude il processo di distruzione dell’università italiana iniziato con la Legge 133.

Nel nome della modernizzazione, del merito e della lotta alle clientele e al baronato si è consumata la morte dell’università pubblica italiana.

Nel nome di principi ribaltati a uso e consumo della retorica neoliberista, questo governo mette il futuro degli atenei italiani e delle nuove generazioni nelle mani dei privati, cancella il diritto allo studio, rende ancora più precari ricercatori, studenti e lavoratori.

La riforma dell’università è emblematica per comprendere la strategia di questo governo nell’affrontare la crisi economica e le sfide di un mondo sempre più globalizzato, facendo pagare i costi della crisi a chi non l’ha provocata, alle fasce sociali più deboli, togliendo loro diritti.

Ci dicono che in nome di una non meglio identificata modernità bisogna sacrificare i diritti, ci dicono che per cogliere la sfida di una globalizzazione spietata bisogna piegarsi alle pure logiche del mercato e del profitto, sacrificando qualsiasi cosa.

L’idea della Gelmini, di questo governo e di Marchionne è quella di ricattare un intero paese per soddisfare gli interessi di pochi.

Hanno approvato la riforma della scuola e il ddl università riducendo in macerie il sistema pubblico d’istruzione italiana, rispondendo alle migliaia di studenti che si sono mobilitati che la crisi richiede sacrifici.

Ora ci vogliono convincere che per uscire dalla crisi bisogna smantellare i diritti conquistati dopo lunghe lotte.

Il movimento di questo autunno, nato contro la riforma della scuola e dell’università, ha invece dimostrato tutt’altro. Ha messo in difficoltà una classe politica corrotta, e un’opinione pubblica distratta da scandali sessuali e liti nella maggioranza, riportando il dibattito pubblico sul terreno dei diritti e del lavoro.

Gli studenti di oggi sono per la prima volta la generazione con meno prospettive rispetto a quelle passate, la generazione di chi sa che avere una laurea non significa trovare lavoro, di chi non può progettare il proprio futuro, di chi è costretto a fuggire all’estero per poter esprimere il proprio talento e per essere valorizzato.

Alla scelta, o meglio al ricatto, tra un futuro precario o la fuga all’estero gli studenti hanno detto no in maniera ferma e radicale riuscendo a bloccare il paese e conquistandosi la solidarietà dei cittadini.

Il 28 gennaio, in occasione dello sciopero dei lavoratori metalmeccanici, saremo ancora una volta in piazza per difenderci dall’attacco di chi vuole rubare il nostro futuro cancellando i diritti.

Ad unire lavoratori e studenti è la contrarietà al modo in cui il Governo sta affrontando gli effetti di una crisi economica che sta producendo migliaia di disoccupati, innanzitutto tra ragazzi e ragazze precari, nel sistema pubblico e in quello privato, la mancanza di reali garanzie sociali da parte dello stato in un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando.

Lavoratori e studenti sono oggi vittime dello stesso ricatto che impone per non perdere il lavoro o per riuscire ad averne uno precario, di rinunciare ai propri diritti e alla loro dignità.

NOI NON CEDIAMO DAVANTI AI RICATTI! IL NOSTRO FUTURO PARTE DAI NOSTRI DIRITTI! IL 28 GENNAIO TUTTI IN PIAZZA INSIEME AI LAVORATORI!


sabato 15 gennaio 2011

VENEZIA, 21 GENNAIO SCIOPERO E CORTEO REGIONALE PER I TRASPORTI


LA REGIONE VENETO CI LASCIA A PIEDI!


La Regione Veneto, capitanata dal Presidente Luca Zaia, ha approvato il taglio del 25% dei fondi per il trasporto pubblico regionale!

Questo significa, come previsto dalla Regione:


- MENO AUTOBUS CON TAGLI ALLE CORSE E A INTERE LINEE

- MENO TRENI

- LICENZIAMENTO DEI DIPENDENTI

- VIENE COLPITO SOPRATTUTTO IL TRASPORTO EXTRAURBANO

- AUMENTO DEL COSTO DEI BIGLIETTI E DEGLI ABBONAMENTI


In sostanza: PIU' COSTO E MENO SERVIZI


IL 21 Gennaio

SOSTENIAMO LO SCIOPERO REGIONALE DEI TRASPORTI E PARTECIPEREMO AL CORTEO REGIONALE CHE SI TERRA' A VENEZIA


No ai tagli - Sì al trasporto pubblico!


Corteo ore 9.30 Piazzale Roma


martedì 11 gennaio 2011

IL LAVORO E' UN DIRITTO, NON UN'ELEMOSINA


In queste settimane si sta parlando molto della questione di Fiat Mirafiori, dai giornali e dalle tv fioccano appelli dal mondo della politica, del governo, dalla Fiat, da Marchionne.

Si sta spiegando cosa sta davvero succedendo in questo tramubsto? Come al solito no.

Partiamo dall'ABC, cos'è la FIAT? La FIAT è l'azienda automobilistica più importante del nostro paese, è un'impresa multinazionale in quanto ha stabilimenti e vari rami di produzione in svariati paesi all'estero.

Chi è Marchionne? Sergio Marchionne è l'Amministratore Delegato della FIAT, ovvero colui che si occupa della gestione dell'azienda.

Cos'è la FIOM? La FIOM è il sindacato dei metalmeccanici della CGIL ed è il più grande del settore.

Detto questo, cos'è successo allo stabilimento FIAT di Mirafiori?

Ai lavoratori di questa fabbrica è stato imposto un "accordo" da Marchionne, lo stesso amministratore ha deciso di ricattare i lavoratori imponendo un referendum, il 13 e 14 gennaio, per accettare o meno l'accordo, se vincerà il "no" la FIAT chiuderà lo stabilimento.

Questo accordo prevede che:
  • Il diritto di sciopero è limitato fino al licenziamento dei lavoratori
  • Solo i sindacati che firmano l'accordo possono avere dei rappresentanti
  • L'azienda decide quali sono i sindacati che possono esistere negli impianti
  • L'azienda non paga i primi giorni di malattia
  • Le pause di 10 minuti alle linee vengono abolite
  • L'azienda può far lavorare anche nei festivi, nei giorni di riposo, al posto della mensa
  • Ci saranno 120 ore di straordinario obbligatorie per i lavoratori
  • I lavoratori non possono contrattare sugli orari per migliorare le condizioni di lavoro
  • Il Contratto nazionale viene abolito e sostituito solo da accordi aziendali
  • L'accordo vale per tutta la FIAT


Sosteniamo la FIOM e la CGIL nella lotta contro un accordo che è un ricatto che viola diritti fondamentali dei lavoratori, diritti costituzionali e conquistati con molti anni di lotte e battaglie sindacali.

Limitare gli spazi di democrazia per non dare voce ai lavoratori, peggiorare le condizioni di salute con turni massacranti alle linee non sono "ricette" per l'economia e non sono accettabili nel nostro paese.

La questione di Mirafiori ci coinvolge tutti, noi studenti ci stringiamo intorno ai lavoratori e diamo loro tutto il nostro sostegno, quel referendum dove sono costretti a decidere se diventare schiavi o perdere il lavoro è un atto di prepotenza che speriamo darà il miglior esito a favore di un NO che costringa la FIAT a retrocedere sui propri passi.

Il lavoro è un diritto, non un'elemosina.

In questi mesi abbiamo condiviso moltissime piazze, dal 16 ottobre al 27 novembre, anche il 28 gennaio saremo fianco a fianco.

Per difendere e costruire un futuro insieme, per dare delle risposte alla crisi, non solo economica, di un paese che merita di più.


Noi stiamo con il lavoro


Noi stiamo con i diritti

Noi stiamo con chi li difende

Noi stiamo con voi.



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Proclamazione della FIOM dello sciopero del 28 gennaio


http://www.fiom.cgil.it/cc/cc_10_12_29-documento_finale.pdf


Sostegno dello SPI-CGIL alla FIOM

http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/mirafiori/10_12_28-spi.pdf


Sostegno della FP-CGIL alla FIOM

http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/mirafiori/10_12_29-Fp.pdf


L'accordo Marchionne

http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/mirafiori/10_12_23-mirafiori.pdf

giovedì 16 dicembre 2010

È L'IGNORANZA CHE CREA LA VIOLENZA


Le manifestazioni di martedì sono state tantissime, molto partecipate e in molte città d'Italia.

Si sono svolte pacificamente, partecipate non solo dagli studenti ma da tutta la società civile.

Dal primo giorno di scuola gli studenti e le studentesse si sono mobilitati, non lasciando respirare un ministro e un governo che ha deciso di distruggere la scuola e l'università pubblica, di far pesare la crisi sui più deboli, di amministrare il nostro paese come se fosse un giocattolo ad uso e consumo di chi lo governa, di utilizzare il parlamento come un mercato del pesce e di legiferare sul nostro futuro senza consultarci.

Le pratiche che sono state utilizzate a Roma sono estranee al movimento studenesco, agli studenti e alle studentesse che ormai da mesi si mobilitano, occupando scuole ed università, unendosi in cortei, sit-in, flash mob, assemblee per urlare a voce sempre più altra la situazione ormai di totale precarietà delle nostre vite e la mancanza di una vera possibilità di costruirci un futuro.

La frustrazione e l'esasperazione sono forti, ma non per questo accettiamo di venire etichettati e strumentalizzati: torneremo nelle piazze nei prossimi giorni, manifestando un dissenso ormai implacabile, in maniera pacifica come abbiamo sempre fatto, portando in piazza gli studenti consapevoli di quello che potrebbe comportare questo ddl, una pietra tombale sull'universtà italiana, se venisse approvato, e ciò che ha comportato la riforma della secondaria.

Chiediamo alla politica di non utilizzare come capro espiatorio quello che è successo il 14 a Roma, ma di parlare e ragionare per una volta sulle ragioni delle nostre proteste e di fare in modo che la mobilitazione di migliaia di persone non passi in secondo piano rispetto agli scontri e ai danni causati da pochi.

I violenti non fanno parte del movimento studentesco, la violenza non è una nostra pratica.

Chiediamo a tutti gli studenti di appendere nelle loro classi e nei loro istituti la bandiera della pace, simbolo del fatto che sognamo un'Italia diversa, un'Italia dove la violenza e la logica della soppraffazione dei più forti sui più deboli venga abbandonata e dove si investano soldi nella scuola e nell'università pubblica e non negli armamenti.

Vogliamo ripensare il paese affinchè possa uscire realmente da una crisi non solo economica ma anche politica.

Crediamo che con questo semplice gesto si possa ribadire ancora una volta che solo la cultura e la conoscenza possono fermare il clima di tensione che vogliono creare nelle nostre città e nel nostro paese.