
L'emendamento Cazzola al ddl lavoro che introduce la possibilità di assolvere l'obbligo scolastico nell'apprendistato traduce in legge la proposta di Sacconi di qualche settimana fa di mandare i giovani a raccogliere le arance al posto degli immigrati a Rosarno.
Ecco l'idea del governo sul futuro dei giovani: fuori di casa a 18 anni, come dice Brunetta, ma con lavori dequalificati e prospettive di crescita formativa e personale inesistenti.
L'emendamento Cazzola, unito ai regolamenti sulla secondaria oggi approvati dalla Commissione cultura alla camera, ci restituiscono un sistema scolastico ridotto ai minimi termini.
I regolamenti eliminano qualsiasi prospetiva di biennio unitario, che era l'idea sulla quale si doveva fondare l'obbligo a 16, mentre l'emendamento consentirebbe l'abbandono precoce dei percorsi formativi.
In un Paese in cui la disperisione scolastica è altissima e la qualità del sistema formativo è molto bassa, non sono certo queste le risposte attese dagli studenti e dai giovani.
La Gelmini parla di riforme rivoluzionarie, noi preferiamo parlare di un salto indietro epocale.
Al nostro Paese servirebbero un sistema efficace di diritto allo studio e un investimento in scuola, università e ricerca al pari degli altri Paesi europei.
Ma il governo ha in serbo un altro disegno di futuro in cui regnano la precarietà, la povertà, il lavoro nero e le disegualianze.
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